
Un vetro fisso indica un vetro fisso, installato direttamente nel telaio della finestra senza alcun meccanismo di apertura. Il termine non si riferisce a una composizione di vetro specifica, ma a un modo di installazione: il vetro è sigillato nel fisso, la parte fissa del telaio ancorata nella muratura. Questa configurazione si incontra su impostazioni, davanzali, scale o grandi vetrate di facciata.
Metodo di installazione e prestazioni termiche del vetro fisso
L’assenza di un’apertura modifica radicalmente il comportamento termico di una finestra. Su un telaio classico, la giunzione tra il fisso e l’apertura mobile costituisce un punto debole per la tenuta. Su un vetro fisso, questa giunzione non esiste: il vetro fisso elimina il principale ponte termico del telaio.
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Le prestazioni reali dipendono tuttavia dal metodo di installazione scelto. Esistono tre tecniche: installazione a vista, a tunnel e in battuta. L’installazione in battuta offre il livello di tenuta più elevato e limita le perdite a livello del raccordo tra il fisso e la muratura. Un’installazione mal eseguita, qualunque sia il tipo, può generare una parte significativa delle perdite energetiche della finestra per ponti termici.
Come ricorda la definizione del vetro fisso sul sito Immobilier et Particuliers, questo vetro fisso trae il suo valore dalla semplicità della sua integrazione nell’edificio, che facilita il trattamento continuo dell’isolamento attorno al telaio.
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DTU 36.5 e supporto sotto il fisso: un’esigenza tecnica spesso ignorata
Il DTU 36.5, che regola l’installazione di finestre e porte esterne, impone un supporto di 5 mm minimo nella parte inferiore, all’altezza dei montanti, fissi e traversi. Questa prescrizione vale per le finestre con apertura così come per i vetri fissi.
Il supporto svolge due funzioni concrete:
- Assicura la distribuzione dei carichi del vetro sul fisso, evitando che il peso del vetro deformi il profilo nel corso degli anni.
- Lascia uno spazio di dilatazione tra il telaio e il supporto, prevenendo le fessurazioni della guarnizione di tenuta durante le variazioni di temperatura.
- Facilita lo scarico di eventuali condensazioni che si formerebbero tra il vetro e la parte inferiore del fisso.
In ristrutturazione, questo supporto è frequentemente omesso quando il vecchio telaio è conservato. Il risultato si manifesta con infiltrazioni o un abbassamento del vetro sulla traversa inferiore, a volte visibile ad occhio nudo dopo alcuni inverni.
Rapporto fisso-vetro: perché la superficie vetrata reale varia così tanto
Su un vetro fisso, la parte di superficie occupata dal telaio rispetto alla superficie vetrata ha un impatto diretto sull’apporto di luce e sulle prestazioni di isolamento solare. Più il profilo del fisso è sottile, maggiore è la superficie del vetro e migliore è il fattore solare globale della vetrata.
I profili in alluminio consentono sezioni più strette rispetto al PVC, massimizzando la superficie vetrata. Il PVC, d’altra parte, offre un coefficiente di isolamento termico del telaio nettamente superiore a quello dell’alluminio non isolato. Il legno si colloca tra i due, con un buon isolamento naturale ma sezioni di profilo spesso più spesse.
La scelta del materiale del fisso non si riduce quindi a una questione estetica. Condiziona il rapporto fisso-vetro e, di conseguenza, l’equilibrio tra apporto luminoso, isolamento termico e fattore solare della vetrata fissa.
Fissi profondi e isolamento interno
Una tendenza recente in ristrutturazione consiste nell’utilizzare fissi di profondità aumentata per integrare l’isolante interno direttamente nello spessore del telaio. Questo approccio riduce la necessità di sporgenze o casse aggiuntive attorno alla finestra e semplifica il trattamento della tenuta all’aria.
Su un vetro fisso, questa tecnica funziona particolarmente bene: l’assenza di meccanismo mobile lascia maggiore margine per aumentare la profondità del telaio senza compromettere la funzionalità.

Isolamento acustico e spessore del vetro fisso
Un vetro fisso sigillato nel fisso offre prestazioni acustiche migliori rispetto a un’apertura della stessa composizione. La spiegazione risiede nell’assenza di guarnizioni e ferramenta, che sono punti di trasmissione sonora su una finestra mobile.
Per rafforzare l’attenuazione acustica di un vetro fisso, esistono due leve:
- Aumentare lo spessore del vetro o optare per un vetro stratificato acustico, le cui strati di PVB intercalari assorbono le vibrazioni sonore.
- Scegliere un vetro doppio asimmetrico (due vetri di spessori diversi), che attenua una gamma di frequenze più ampia rispetto a un vetro doppio simmetrico.
- Aumentare la lama d’aria o di gas argon tra i due vetri, migliorando simultaneamente l’isolamento termico e acustico.
Negli alloggi esposti a un ambiente rumoroso, combinare un vetro fisso con un vetro triplo stratificato costituisce la configurazione più performante per le vetrate che non necessitano di apertura.
Vetro fisso in ristrutturazione: i punti di attenzione
Sostituire un vecchio vetro con un vetro fisso durante una ristrutturazione implica verificare lo stato del fisso esistente. Un telaio in legno danneggiato dall’umidità o un profilo in PVC deformato non garantiranno la tenuta del nuovo vetro, anche se questo è installato correttamente.
La conservazione di un vecchio fisso è pertinente solo se il telaio è strutturalmente sano. In caso contrario, la rimozione totale e l’installazione di un nuovo fisso rimangono la soluzione affidabile, nonostante un costo e una durata del cantiere superiori.
Il vetro fisso rimane una soluzione sobria, tecnicamente poco soggetta a guasti, e la cui longevità dipende soprattutto dalla qualità dell’installazione e del materiale del telaio. Per le facciate dove la ventilazione è assicurata da altre aperture, rappresenta il miglior compromesso tra luminosità, isolamento e durata del telaio.